Domande e Risposte

I casi da me gestiti hanno riguardato la materia condominiale, per es. impugnazione di delibere assembleari o richiesta di risarcimento; divisione ereditaria o di beni in comune; recupero del credito, di corretta esecuzione di appalti e forniture. La casistica è in generale molto variegata perché non vi sono limiti di domande presentabili.

La casistica è positiva in generale tutte le volte che in mediazione le parti si presentano personalmente con animo di vera volontà di stare a vedere e sentire, di mettersi in gioco;
La casistica è negativa quando la parte nel conferire la delega c.d. sostanziale, incarica il proprio legale a sostituirlo.

Se per casi privati si intendono i casi che non vedono coinvolte aziende o enti, le domande di mediazione più frequenti riguardano sicuramente i rapporti condominiali ed i rapporti familiari che coinvolgono la sfera economica (ex coniugi, ex conviventi, parenti in generale).

La normativa vigente prevede che la mediazione abbia una durata massima di tre mesi. Tale tenore èderogabile in accordo dalle parti. Secondo il rilievo statistico del ministero di Giustizia i tempi medi nell’anno 2019 sono risultati pari a 140gg*. Il trend è in aumento di durata, segno che il procedimento di mediazione viene sempre più vissuto dalle parti come un percorso utile da affrontare con serietà e profondità.

Nel confrontare compensi legali + contributo unificato di giudizio e compensi legali+ indennità di mediazione emerge un risparmio in mediazione che varia dalla 1⁄2 ai 2/3 della spesa in proporzione al valore della controversia. Maggiore è il valore della controversia, maggiore è il risparmio.

La mediazione dura per legge 3 mesi, un procedimento giudiziale di primo grado dura in media 1 anno e mezzo, i tre gradi di giudizio si compiono in media in 8 anni.

Un vantaggio della mediazione è la flessibilità della procedura, non vi sono dinamiche prefissate ed il mediatore può liberamente modulare il suo approccio. Una tecnica immediata è quella di tenere separati i contendenti litigiosi, almeno in una prima fase.
E’ utile, poi, porre domande sullo stato d’animo ed i sentimenti che si provano e da che cosa si ritiene questo sia stato provocato.
Esprimere la tensione che si prova ad un ascoltatore privo di pregiudizi e giudizi aiuta a liberarsene e si diventa così più disponibili a collaborare nella ricerca di soluzioni.
Se la procedura riguarda un’impresa è di aiuto focalizzare sugli interessi aziendali, sulle future prospettive e sulle immediate utilità.

50% circa, quando entrambe le parti si presentano.

Si introduce una mediazione per risolvere rapidamente una situazione, per verificare soluzioni senza esasperare la criticità, per sgravare una situazione fonte di stress. Il legislatore obbliga le parti al tentativo di mediazione in alcune materie per deflazionare i tribunali, confidando nelle capacità delle parti di trovare soluzioni.

No, l’accordo sottoscritto è un documento ufficiale. In assenza di avvocati vale quale documento transattivo, un contratto.
Alla presenza di avvocati è un titolo esecutivo per legge. Non è necessario alcun ulteriore accertamento.

E’ consigliabile non giungere mai ad una condizione di esasperazione, bensì anticipare il momento del confronto. In considerazione anche della maturazione di spese per “step” (diversamente dall’introduzione di un giudizio che fa subito maturare spese significative) e della possibilità di abbandonare la procedura in qualsiasi momento, la mediazione costituisce un buono strumento da impiegare tutte le volte in cui la discussione richiede un confronto serio e fermo.

Ripartizione spese; infiltrazioni di natura condominiale non gestite tempestivamente dall’amministratore.

Revisione del prezzo per problemi urbanistici; Responsabilità dell’agenzia immobiliare e maturato diritto alle commissioni.

Canoni non pagati; Restituzione dell’immobile locato con modifiche non autorizzate; Ripartizione spese di manutenzione.

La soluzione viene trovata dalle parti. Il mediatore è una guida, aiuta ad esplorare varie ipotesi indirizzando verso soluzioni più creative alle quali le parti fino alla mediazione non hanno pensato. Un possibile esempio potrebbe essere una locazione con riscatto.

Per avere successo la mediazione necessita di una condizione apparentemente banale, ma essenziale: la partecipazione delle parti. Momento nevralgico della procedura è la decisione del chiamato di partecipare. Nelle materie a tentativo obbligatorio le parti presenziano per obbligo, non è detto che a tale obbligo corrisponda il giusto animo. Se le parti, invece, reciprocamente si impegnano sin dalla fase contrattuale a tentare di risolvere le eventuali liti derivanti dal contratto in modalità collaborativa sarà più facile trovare soluzioni.

Gli utenti ideali non si distinguono per materia, ma per animo di partecipazione. Vi è chi è più incline alla cooperazione per carattere o per impostazione culturale, questi sono gli utenti che possono ricavare maggior soddisfazione nelle procedure di mediazione.

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