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IL CONFLITTO

Il conflitto e la sua gestione nella relazione umana – Parte 1

La parola conflitto deriva dal latino con il significato di urto, scontro, contesa rimessa alla sorte delle armi, guerra. Il richiamo all’urto implica che il conflitto si determini in un rapporto duale: si confligge in due entità, diversamente non esisterebbe la collisione. Al tempo degli antichi romani l’accezione era strettamente legata ad una delle attività prevalenti di quella società, la guerra, ed al gruppo sociale che ricopriva un ruolo importante per l’espansione e la realizzazione stessa del popolo romano, l’esercito. Oggi, invece, si tende a distinguere riconducendo la guerra ad una attività estrinseca anche con impiego di armi e ponendo il conflitto ad un alveo più ampio e caratterizzato di diverse connotazioni. L’avvento della psicologia ha consentito l’elaborazione di un concetto complesso e multiforme: si parla di conflitto intrapsichico od interiore e di conflitto sociale o intrapersonale.

Per Approfondire:

https://rosemaryperna.com/wp-content/uploads/2024/02/IL-CONFLITTO-1-1.pdf

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Indennità di mediazione



Indennità di mediazione: obbligazione solidale fra le parti in mediazione.

Comma 11 dell’art.16 del D.M. 180 del 2010 enuncia che “Le spese di  mediazione  indicate  sono  dovute  in  solido  da ciascuna parte che ha aderito al procedimento.”

L’argomento non è di frequente dibattito, ma costituisce uno strumento di recupero del credito di cui gli Organismi di mediazione possono avvalersi e si avvalgono.

Le indennità di mediazione sono le spese che maturano per un procedimento di mediazione a carico delle parti che fruiscono del servizio di mediazione e vengono ripartite in quote per ciascun centro d’interesse, salvo diverso accordo fra le parti. Tuttavia il legislatore ha previsto che l’obbligazione nascente dalla fruizione del servizio di mediazione sia solidale fra le parti e che pertanto entrambe le parti sono tenute al pagamento dell’intero importo dovuto, il totale delle quote applicabili per ciascun centro d’interesse.

Non di rado succede che le indennità di mediazione maturate non siano riscosse tempestivamente per un ritardo delle parti o per una dilazione concessa dall’Organismo per non influenzare l’andamento del procedimento o per altre dinamiche.

Qualunque sia la ragione della mancata tempestiva riscossione lo svolgimento del procedimento fa maturare il credito e la relativa obbligazione viene per buona prassi descritta nei verbali del mediatore.

Ne consegue che il credito maturato dall’organismo e non onorato dal debitore risulta essere certo liquido ed esigibile avendo così tutte le caratteristiche per il recupero a mezzo ingiunzione.

Per una comprensibile politica commerciale degli Organismi il recupero del credito delle quote mancanti si concentra sulla parte che effettivamente abbia omesso il pagamento. Tuttavia per ragioni di solvibilità o di raggiungibilità della parte inadempiente può risultare conveniente per l’Organismo addivenire al recupero mediante richiesta alle altre parti che abbiano partecipato al procedimento in considerazione del vincolo di solidarietà.

Per i crediti incagliati gli Organismi si affidano a tale tutela, certamente compromettendo il rapporto di clientela con il soggetto che si vede richiedere il pagamento anche di una seconda quota di indennità di mediazione. Tuttavia se moltiplichiamo l’esposizione degli Organismi per un numero significativo di pratiche l’azionare il vincolo di solidarietà trova una valida giustificazione.

Da queste considerazioni emerge l’opportunità per gli Organismi di dotarsi di personale e procedure sufficientemente efficienti da poter chiedere e monitorare il versamento delle indennità di mediazione dovute in una tempistica contestuale allo svolgimento del procedimento.

Dal punto di vista delle parti in mediazione è consigliabile che ciascuna di esse si assicuri che anche gli altri partecipanti abbiano correttamente assolto al loro obbligo di versamento delle quote da loro dovute anche mediante esplicita verifica in corso di incontro di mediazione.

Vi è da dire che il mediatore nel corso dello svolgimento degli incontri è concentrato sulle dinamiche del conflitto in trattazione e al lavoro di conciliazione non avendo fra le priorità dell’incontro la verifica di aspetti di tipo amministrativo e contabil

e o anche che non conosca proprio l’informazione per essere essa gestita dalla segreteria dell’Organismo.

In conclusione la parte più diligente può senz’altro fare la differenza nel controllo dell’aspetto economico del procedimento   interrogando l’Organismo ed assicurandosi che non vi siano ritardi di pagamento anche da parte degli altri, evitando così di subire un’azione di recupero e rimanere solidamente debitori con questi ultimi.

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LINEE GUIDA per la preparazione agli incontri di Mediazione Civile

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MEDIAZIONE LAB

MEDIAZIONE LAB

AGGIORNAMENTO IN MATERIA DI ADR

MEDIAZIONE CIVILE E MEDIAZIONE FAMILIARE

Sono lieta di presentare il nuovo ciclo di incontri di aggiornamento legale di cui sono organizzatrice.

Laboratori di simulazione casi

Valido per la formazione continua avvocati

Accreditamento COA Roma richiesto

Appuntamenti laboratoriali (gratuiti) per crescere insieme nello stile di gestione delle controversie in un contesto cooperativo, ciascuno nel proprio ruolo operativo (MEDIATORI – AVVOCATI – PARTI).

Condivideremo  le diverse competenze maturate nei rispettivi ruoli.

Sperimenteremo e commenteremo simulazioni di casi reali.


Orario Incontri: 17.00 – 19.00

Incontro 1 – Lunedì  29 / 05 / 2023
Adr in generale e Arbitrato –  avv. Marco Marianello
>Simulazione caso commerciale /bancario

Incontro 2  – Lunedì  05 / 06 / 2023
Mediazione Familiare 
Invio del cliente / clienti al mediatore e conclusione  percorso di mediazione.

produzione e deposito dell’accordo –  avv. Valeria Muzi
>Simulazione caso familiare

Incontro 3 – Lunedì 12 / 06 / 2023
Mediazione in materia immobiliare e condominiale –  avv. Marino Bizzarro
>Simulazione caso immobiliare

Incontro 4 – Lunedì  19 / 06 / 2023

La comunicazione empatica –  avv. Rosemary Perna

>Simulazione caso divisione ereditaria

Materiale didattico impiegato: Schede power point / Testi di simulazione
Luogo: Organismo di Mediazione civile ADR INTESA, sede di San Paolo, via Tiberio Imperatore, 5, Roma.

Iscrizioni: inviando email a romasanpaolo@adrintesa.it

E’ possibile iscriversi anche per singolo incontro nella materia d’interesse.

Costi:  Gratuito

Posti disponibili:    15

Relatori

Marco Marianello, avvocato, formatore, mediatore civile, arbitro

Rosemary Perna, avvocato, diritto condominiale e mediazione civile;

Valeria Muzi, avvocato, mediatore familiare

Marino Bizzarro, avvocato in materia immobiliare.

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Direttività Empatica e Comunicazione Nonviolenta

Il 17 Marzo 2023 ho avuto il piacere e l’onore di intervenire al Corso di formazione base per mediatori del mio Organismo di appartenenza ADR Intesa per presentare l’autore Marshall B. Rosemberg e la sua sistematizzazione del linguaggio non violento. Un buona “Direttività Empatica” del mediatore richiede la capacità di sapersi esprimere in una modalità non violenta. I suggerimenti di Rosemberg sono molto utili sia per analizzare il nostro modo di comunicare si quello dei nostri interlocutori. Stimolare le parti all’utilizzo di un linguaggio empatico aiuta il mediatore ad indirizzarli verso la costruzione di una collaborazione e di un accordo. Sei interessato? vedi la mia presentazione

#mediazionecivile #avvocati #formazione #adr

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Mediazione per lo scioglimento della comunione ereditaria

 
Accordo raggiunto in 20 minuti, un vero record. La parte istante mi guarda negli occhi incredula e mi dice: “Mediatore era due anni che cercavamo di risolvere, ma mio fratello si rifiutava di ascoltare qualsiasi proposta, ma glielo dica che quello che gli ha prospettato in seduta separata è merito mio, glielo dica mi raccomando”.
Ebbene, in realtà entrambe le parti desideravano la stessa cosa, ma, per mantenere le posizioni prese, nessuna delle parti nel tempo ha avuto la capacità di dire all’altra “va bene, ci sto”.
Il mediatore in questo caso è servito per offrire a ciascuno la sensazione di essere la parte proponente senza avere occasione di esprimere un dissenso derivante dalla volontà di non dare soddisfazione all’altro. Ciascuno si è sentito ascoltato… dal mediatore in primis, ma in realtà indirettamente proprio dall’altra parte. Le sessioni separate di ascolto e costruzione di proposte da porre a confronto ha funzionato.
Buona sorte alle parti! Hanno evitato di depauperare il patrimonio comune con inutili spese di un giudizio di divisione, costoso in termini di consulenze tecniche e spese legali oltre ad evitare di alimentare una relazione tossica. Potranno ora indirizzare le loro energie in aspetti della vita più soddisfacenti ed anche godersi i beni divisi dei quali potranno disporre finalmente in autonomia e in modo libero l’uno dall’altro.

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LA SORELLANZA VAL BENE 20 CM

Veniva introdotta una mediazione congiunta per la definizione di una divisione di comunione ereditaria fra due sorelle.Ho pensato: “E’ congiunta, vorranno ratificare qualcosa che hanno già in mente”Ed in effetti la mediazione così si è presentata al primo incontro, molta collaborazione fra le sorelle. Hanno nominato un consulente di comune fiducia e dato indicazione su quanto ottimale per ciascuna.Ebbene il ritorno in incontro, a relazione eseguita, un disastro: la divisione prospettata lasciava entrambe insoddisfatte per varie ragioni. Arrabbiate le sorelle danno cenno di irrigidimento, ma con un pò di fantasia del mediatore e la buona volontà del tecnico si intravede la possibilità di sistemare la divisione materiale del bene nella direzione che entrambe le parti desiderano.Nuovo incontro nuovo progetto, le ritrovo più furibonde di prima. Il nuovo muro di separazione delle due porzioni cadeva per 20cm di differenza sul portone d’ingresso di una delle due porzioni impedendone la funzionalità. Apriti cielo, dopo aver rinunciato alla perfetta divisione in uguali metri quadri per parte, quella già penalizzata non intendeva per nessun motivo al mondo cedere ulteriori 20 cm. Non avevano prezzo. L’unica prospettiva per lei era ridisegnare quella linea ponendola in obliquo… un orrore per chi voleva guadagnare i 20 cm, ma non avere pareti oblique.Per fortuna in geometria esistono le linee spezzate. Nel primo tratto 20 cm in più ad una sorella, nel secondo tratto 20 cm in più all’altra. Banale? Tutt’altro che banale, la rabbia offusca le menti, ci vuole il giusto tempo, ma questa volta il rapporto di sorellanza riappacificato è ben valso 20 cm. #mediazione#mediazionecivile #avvocato #Avvocati

#eredità

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Riservatezza, Contratti standard con contratti diffusi e Mediazione Civile

La Mediazione Civile nelle liti in materia di contratti con clientela diffusa – Utilità per il mantenimento della riservatezza per preservare la Reputazione Aziendale

 

Nei contratti standard con clientela diffusa la riservatezza riveste una particolare importanza per preservare una immagine professionale o aziendale di solidità, affidabilità e credibilità.

La lite con un cliente potrebbe gettare discredito agli occhi degli altri.

In caso di lite con un cliente il ricorso ai tribunali implica una pubblicità negativa che inevitabilmente si ripercuote sulla conoscenza/conoscibilità della questione da parte di altri clienti attuali e potenziali che potrebbero prendere spunto dalla esperienza altrui per proporre ulteriore contenzioso o per desistere dalla conclusione di un nuovo contratto.

Con la Mediazione civile è possibile gestire le criticità e le liti con i propri clienti in modo riservato.

Infatti una delle qualità principali della Mediazione Civile è la RISERVATEZZA: tutto ciò che succede in mediazione, accordo incluso, rimane fra le parti, non può essere in generale divulgato. Inoltre tale vincolo di riservatezza può essere ulteriormente rinforzato mediante esplicita clausola di accordo.

Come evitare con certezza che il cliente che si senta leso si rivolga direttamente alla giustizia civile con effetto di pubblicità negativa diretta ed indiretta?

Nei contratti standard mediante moduli e formulari è possibile inserire nelle condizioni generali una clausola di tentativo di mediazione civile obbligatoria prima che le parti contrattuali possano rivolgersi al foro giudizialmente competente.

Così prevedendo le parti hanno una chance in più di trovare una soluzione alla criticità occorsa senza necessità di giungere ad una controversia giudiziale evitando clamori.

Contattami per una consulenza contrattuale in rapporto alla mediazione civile rosemaryperna.avvocato@gmail.com

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LINEE GUIDA per la preparazione agli incontri di Mediazione Civile

Annotazioni utili al successo della Procedura di Mediazione Civile

Se sei parte istante: l’Organismo cura la comunicazione di avvenuto deposito istanza e convoca entrambe le parti all’incontro di mediazione. Tuttavia, al fine di non incorrere in eventuali termini decadenziali riguardanti lo specifico oggetto della tua domanda ti consigliamo, ove ne ravviserai l’opportunità, di informare la parte chiamata dell’avvenuto deposito al più presto in quanto la tua comunicazione può giungere prima rispetto all’invio da parte dell’Organismo.

Se sei parte chiamata: formalizza tempestivamente la tua adesione. Ci aiuta ad organizzare al meglio l’incontro.

Per entrambe le parti   si consiglia di:

1- verificare di aver pagato le spese di avvio a mezzo bonifico ( facilita la tempestiva emissione della fattura e della registrazione dell’incasso), ferma la possibilità alternativa e residuale di regolarizzare in sede in contanti;

2- limitare richiesta di rinvii ai soli casi strettamente necessari per ragioni della parte sostanziale, gravi e documentati, per la miglior predisposizione di mediatore ed altre parti coinvolte. Rinviare un incontro già fissato crea un aggravio di lavoro per il mediatore e la segreteria dell’Organismo. soprattutto sottrae al mediatore tempo in agenda per la trattazione di altre procedure con perdita di remunerazione (puoi immaginare la negatività che un rinvio dell’ultimo minuto possa generare!);

3- prima dell’incontro contattare il mediatore assegnatario della procedura per coordinamento dell’incontro, ad esempio in caso di collegamento telematico, od informazioni riservate relative al caso in trattazione;

4- verificare il corretto conferimento di poteri all’eventuale delegato sostanziale nella procedura e trasmissione all’Organismo della relativa delega;

5- attitudine virtuosa alla mediazione. Ti consigliamo di essere aperto ad una collaborazione con l’altra parte giungendo all’incontro senza aspettative precostituite e con la volontà di esplorare possibili soluzioni fino ad ora non considerate;

6- se sei un amministratore di condominio non indugiare nella convocazione dell’assemblea dei condomini e, se effettivamente hai bisogno di chiedere un rinvio all’Organismo per completare l’iter di convocazione prima di poter formalmente aderire, assicurati di allegare alla richiesta di rinvio la predisposta lettera di convocazione assembleare;

7- tenere a mente che la mediazione è altro rispetto al procedimento giudiziale, regolato dalle regole processuali e del codice di procedura civile.

La mediazione civile è strumento duttile e flessibile non vincolato da strette regole procedurali, ispirato esclusivamente dalla volontà delle parti…. Delle Parti!

Se sei un avvocato preparare la parte a partecipare personalmente ed attivamente. Evita di assumerti inutili responsabilità per conto della parte e soprattutto, non avere timore per la tua strategia giudiziale… avrai tempo di recuperarla successivamente in caso di esito negativo della mediazione, offri al tuo assistito una chance di autodeterminarsi. Potrai offrire al tuo cliente un ottimo e prezioso servizio di assistenza legale in mediazione concentrandoti sulla formulazione delle clausole di accordo: è con un testo di accordo accurato che puoi veramente aiutarlo e dimostrare le tue qualità professionali applicate alla mediazione civile.

8- prevedere di riservare all’incontro un tempo non inferiore ad 1 ora estensibile fino a 2 ore circa.

9- considerare le potenzialità della Consulenza Tecnica di Mediazione (CTM). Nell’ambito della mediazione civile le parti, anche unilateralmente, possono avvalersi di una consulenza tecnica che espleta l’incarico su indicazione dell’Organismo che è soggetto al medesimo vincolo di imparzialità e riservatezza del mediatore. E’ un ottimo strumento per dirimere velocemente questioni tecniche. Considerala e se scegli di avvalertene affidati al consulente ed alla sua perizia, lavora per te, non dubitare del suo operato.

10-considerare le potenzialità della Proposta del Mediatore. E’ possibile chiedere al mediatore di formulare una proposta di conciliazione. E’ una extrema ratio nel caso le parti ritengano sia opportuna una sintesi da parte del mediatore su quanto illustrato ed emerso in sede di mediazione, ma non dimenticare che l’opportunità che la mediazione offre alle parti è quella di essere parti attive nel processo decisionale. Quanto andrà a proporre il mediatore potrebbe discostarsi dalla visione delle parti. La proposta può essere, accettata, rifiutata oppure utile a riaprire dei ragionamenti che conducano ad una conciliazione ed un accordo anche diverso dalla proposta stessa.

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Le Virtu’ del Bravo Mediatore Civile

QUATTRO INDICATORI UTILI PER LA SCELTA DEL TUO MIGLIOR MEDIATORE.

  1. ESPERIENZA E FORMAZIONE.  Non tutti sono avvocati o hanno una formazione giuridica. E’ utile valutare quale figura professionale sia più adeguata al proprio caso e da quale area di specializzazione provenga. Come per la scelta del medico, l’avvocato e l’ingegnere ascoltare le referenze da parte di chi abbia avuto precedenti esperienze l sono un buono strumento per raggiungere il Mediatore più indicato per positiva esperienza, reputazione e credibilità.
  2. PERSONALITA’ E STILE. La costruzione del rapporto fra Mediatore e parti è un aspetto rilevante nella mediazione. Ciascun Mediatore ha il proprio stile e personalità. La coincidenza o la buona integrazione con lo stile e la personalità di parti ed avvocati è aspetto di facilitazione per la trattazione del vostro caso. Se avete la possibilità di mettervi in contatto e conoscere il Mediatore prima dell’incarico o del primo vi aiuterà ad approfondire la sua pratica e vi aiuterà a creare empatia. Il mediatore bravo probabilmente tenterà di fare la stessa cosa con voi contattandovi.
  3. CONTINUITA’ NELLO STANDARD PROFESSIONALE. Conoscenza tecnica ed attitudini interpersonali non sono sufficienti per garantire le abilità del mediatore. La formazione specifica iniziale e periodica del mediatore è fondamentale, oltre che obbligatoria per legge. E’ importante anche la formazione etica, il rispetto della imparzialità per esempio è requisito fondamentale.
  4. AGILITA’ / FLESSIBILITA’ / TECNOLOGIA Verbali redatti al computer, flessibilità nell’utilizzo degli strumenti per incontri telematici, agilità del apporre firma digitale o scaricare documenti firmati digitalmente e, non ultimo, disponibilità a recarsi anche in sedi/luoghi diversi dalla sede dell’Organismo sono tutti requisiti che fanno la differenza.

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SOLAI – CORTILI – LASTRICI SOLARI IN CONDOMINIO

Il ruolo di un solaio consiste nella realizzazione di piani o rizzontali ogni tre o quattro metri di quota grazie ai quali possiamo sviluppare l’edificato in altezza e non solo estensivamente.

Proprio tale funzione primaria rende il solaio, salvo prova contraria, una spesa condivisa tra le due unità abitative che da esso vengono separate. La presunzione iuris tantum che ricade sul solaio riguarda, in generale, tutte le strutture che hanno una funzione di sostegno e copertura, in quanto svolgono una inscindibile funzione divisoria tra i due piani, con pari utilità ed uso per questi ultimi, e correlativa inutilità per gli altri condomini. L’obbligo di sostenere le spese per la loro manutenzione e ricostruzione, ripartito in parti eguali tra i rispettivi proprietari, viene positivizzato dall’art. 1125 c.c.. Al successivo art. 1126 c.c. si introduce una deroga al principio generale; infatti, essendo venuta meno la ratio sottesa all’art. 1125 c.c. – la pari utilità della struttura per i due proprietari – si fa uso di un diverso principio, secondo il quale le spese per la manutenzione saranno sopportate in misura proporzionata al vantaggio che da essa si trae.

La Suprema Corte nell’Ottobre 2018 (Cassazione civile, sez. VI, 04 Ottobre 2018, Sentenza n. 24266) confermava la sentenza impugnata, la quale applicava in via analogica l’art. 1125 c.c. in riferimento alla ripartizione delle spese di riparazione e manutenzione di una terrazza di proprietà e in uso esclusivo degli appellati, costituente il solaio dell’appartamento sottostante degli appellanti, escludendo così il ricorso ai diversi criteri previsti dall’art. 1126 c.c.

Tale orientamento è conforme aal pronunciamento della stessa Corte, (Cassazione civile, Sez. II, 29 novembre 2018, Ordinanza n. 30935) dove, sempre in materia di condominio, si è fatta applicazione dell’art. 1125 c.c. ai fini della ripartizione delle spese relative alla riparazione del cortile o viale di accesso all’edificio condominiale, che funga anche da copertura per i locali sotterranei di proprietà esclusiva di un singolo condomino.

avv. Rosemary Perna   – dott. Valentina Laurenzano

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